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09 Aprile 2013
Il Comune di Albairate lancia l’allarme per salvare questa storica realtà

La Cooperativa Sociale "La Solidarietà G.Rainoldi" verso la liquidazione

Albairate La Cooperativa sociale “La solidarietà Giacomo Rainoldi”, con sede ad Albairate, potrebbe ricorrere alla “messa in liquidazione volontaria”, a causa di un patrimonio netto negativo di 100 mila euro determinato da più fattori, tra questi: la riduzione del lavoro per la crisi che ha investito molti clienti. È questa la soluzione proposta dal Consorzio Est Ticino di Magenta consulente della struttura che conta in organico 19 dipendenti (5 normodotati e 14 disabili e svantaggiati).

È una situazione molto critica che preoccupa l’Amministrazione comunale di Albairate, che negli anni ha sempre fatto la sua parte e sostenuto questa realtà sociale affidando (tramite convenzioni) delle importanti commesse riguardanti: la gestione del verde pubblico e le pulizie degli edifici pubblici e la consegna dei pasti a domicilio e l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili. Il Comune di Albairate, tra il 2006 e il 2013, ha impegnato ogni anno un importo medio di circa 30.900,00 euro per il verde e un importo medio di 48.000,00 euro per gli altri servizi affidati alla Cooperativa sociale.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto la messa in liquidazione dei beni, tenuto conto che la mancanza di liquidità denunciata, mette seriamente in discussione la possibilità di “far rivivere la Cooperativa a patto che ci siano le adeguate condizioni”. Infatti, la stessa Cooperativa sarebbe in seguito costretta a riacquistare i beni a un prezzo più alto di quello ottenuto dalla messa in liquidazione.

Il trend negativo è stato determinato dalla mancanza di commesse redditizie, dalla diminuzione si servizi per Enti pubblici ed Enti privati alle prese con ristrettezze economiche, dal sovradimensionamento del personale in carico, soprattutto l’elevato numero di persone svantaggiate, rispetto alle effettive capacità gestionali della Cooperativa.

I consulenti del Consorzio Est Ticino, quindi, hanno proposto la messa in liquidazione volontaria, nominando uno o più liquidatori, con il compito di ristrutturarla e di farla vivere appunto a patto che ci siano le adeguate condizioni.

Il Comune di Albairate, con l’intento di contribuire all’eventuale salvataggio e ristrutturazione di questa realtà presente da 20 anni nel territorio, ha contattato la Fondazione Bartolini che persegue scopi sociali per chiedere la possibilità di un intervento a favore della Cooperativa. Inoltre, intende attivare una cordata di imprenditori per raccogliere fondi utili a saldare il debito di 100 mila euro.

In ogni modo, tenendo conto del sovradimensionato dell’organico, dovrà sicuramente essere ridotto il numero delle persone disabili e svantaggiate occupate, cercando di salvaguardare quelli residenti ad Albairate. Nella Cooperativa, infatti, sono occupati anche disabili di altri Comuni, il cui intervento sarebbe auspicabile, affinché si facciano carico dei loro concittadini. In questi anni, le altre Amministrazioni sono state più volte informate del disagio economico sofferto dalla Cooperativa ma non sono intervenute. Adesso è giunto il momento che ognuno faccia la sua parte per salvare questa storica Cooperativa sociale del territorio.



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