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Territorio, Garavaglia: “Quella strada si farà”

08 Settembre 2009

Garavaglia: “Quella strada si farà”

Territorio Mentre fervono le polemiche attorno alla Tangenziale della discordia, arriva direttamente da Roma un atto importante, forse fondamentale, rispetto all’evolversi di quest’intricata matassa.
Lo scorso 29 luglio, infatti, durante l’ultima seduta al Senato prima della pausa estiva, il Senatore dell’est Ticino Massimo Garavaglia, ha fatto inserire una risoluzione che va in questa direzione all’interno del (DPEF) Documento di Programmazione Economico Finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2010-2013.

“In quella seduta – spiega il Senatore della Lega Nord – ero io il relatore e mi sono impegnato affinché nel documento si facesse espresso riferimento all’esigenza di predisporre un’adeguata copertura economica per tutte le infrastrutture collegate ad Expo 2015 e, quindi, nella fattispecie, la prosecuzione verso Venezia della TAV, l’hub interportuale di Novara e, appunto, il collegamento tra la Strada Statale 11 “Padana Superiore” a Magenta e la Tangenziale ovest di Milano- Variante di Abbiategrasso sulla Strada Statale 494”.
Si tratta, secondo il massimo esponente del partito di Umberto Bossi sul territorio, di un passo avanti considerevole. “Il vero rischio, infatti, – osserva Garavaglia – è che quest’opera di collegamento essenziale per il rilancio economico di questo territorio venga sì realizzata ma sia monca. Intendo dire che la bretella, anziché collegare Magenta ad Abbiategrasso, proseguirebbe unicamente lungo l’asse Abbiategrasso – Tangenziale Ovest. Sarebbe un vero paradosso perché lascerebbe Magenta ed Abbiategrasso con le vie d’accesso attuali che sono largamente insufficienti e, cosa ancor più grave, porrebbe le imprese e le aziende artigianali dell’Abbiatense in una condizione di sostanziale isolamento rispetto all’hub di Malpensa che dopo la gestione del governo Prodi sta poco alla volta tornando ad una situazione di regolarità ed è in forte ripresa. Dunque, si concretizzerebbe una vera e propria beffa”.
L’intervento di Garavaglia a Palazzo Madama potrebbe perciò alla lunga rivelarsi decisivo. Anche perché legata allo sviluppo di queste nuove infrastrutture c’è anche la gestione di una viabilità locale da perfezionare.

“La Boffalora Malpensa così come si presenta è un’opera incompiuta – sottolinea Garavaglia – pensiamo soltanto al suo innesto, voluto dalla vecchia Amministrazione di Magenta del sindaco Giuliana Labria, sulla Statale 11. E’ a dir poco assurdo, sia in termini di sicurezza, sia in termini di rispetto per l’ambiente. Non ha senso, infatti, aver voluto quest’imbuto con una corsia sola per senso di marcia lungo quest’ultimo tratto della Superstrada, quando, comunque, gli espropri sono stati fatti allo stesso modo lungo tutta la tratta. E’un vero non senso”. Garavaglia, in ogni caso, dopo aver esposto la sua posizione, si propone anche come “momento di sintesi” rispetto alle Amministrazioni dell’est Ticino.

E in questo senso lancia un appello anche al “partito del No”. “E’ necessario trovare una soluzione comune in modo costruttivo, magari, rispetto al percorso definitivo, si possono rivedere alcune scelte che portano degli aggravi di spesa notevoli a fronte di benefici per l’ambiente molto dubbi. Nella fattispecie, nel caso di Robecco sul Naviglio, il passaggio esterno della strada comporta un consumo ingiustificato di territorio”. Quanto, poi, al silenzio del CIPE che finora non si è espresso il Senatore afferma: “E’ solo una questione di definizione dei conti. Ma il fatto che il Governo abbia accolto questa mia richiesta è largamente positivo in quest’ottica.
Garavaglia nei confronti degli oppositori della Tangenziale usa il metodo del “bastone e della carota”. Così dopo l’apertura al confronto arriva alla seguente conclusione: “Spiace tuttavia constatare che finora il ‘fronte del NO’ abbia puntato unicamente a far saltare il banco e, quindi, a non far realizzare la strada. Ma così facendo forse questi amministratori non si rendono nemmeno conto del danno che verrebbe arrecato a tutta la popolazione dell’Abbiatense”.



F.V.






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