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Magenta, Novaceta: un secolo di storia sul territorio da salvare

09 Febbraio 2010

Novaceta: un secolo di storia sul territorio da salvare

Magenta Un secolo di storia da salvare, quasi 200 lavoratori che attendono di capire se ci sarà un futuro per loro e le loro famiglie Sabato mattina, in Piazza Liberazione, i lavoratori della storica azienda di Viale Piemonte, insieme alle rappresentanze sindacali, hanno organizzato un sit in che è andato avanti fino alle prime ore del pomeriggio.

Durante la mattinata, i promotori dell’iniziativa hanno distribuito un volontino a firma Filcem Cgil, Femca Cisl e Uil Cem che fanno la cronistoria della vicenda Novaceta. Da quando, il 21 febbraio 2007, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la Società MCM Holding, formalizzava un’offerta d’affitto, finalizzata all’acquisto di Bembergcell – società fondata nel 1952, con lo scopo sociale di produrre e commercializzare fibre, filati e tessuti in genere – e che nel corso del 2003, aveva rilevato da Snia la partecipazione totalitaria in Novaceta. “Il progetto del ‘Polo Cellulosico’ però – hanno ricordato i Sindacati – non venne mai realizzato, e il progressivo peggioramento della situazione aziendale portavano alla messa in liquidazione della Società e, successivamente, a chiedere l’ammissione al concordato preventivo. Così i circa 230 lavoratori rimasti in forza a Bembergcell, passavano alla società affituaria che tornava a chiamarsi Novaceta, mentre l’opzione dell’acquisto veniva poi esercitata nel luglio 2008.

Il Piano industriale illustrato al Sindacato da Novaceta prevedeva d’investire sul filato di acetato colorato, mantenendo nello stabilimento le attività tessile di torcitura e incollaggio, investimenti verso lo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove applicazioni e con il proposito di costruire una nuova centrale energetica. Tutto questo, però – ha evidenziato le parti sociali – è rimasto solo sulla carta”. Si è arrivati così ai giorni nostri. Prima la cassaintegrazione per riorganizzazione conclusa ad aprile 2009, quindi, un nuovo accordo di cassa integrazine per crisi aziendale per la durata di altri 12 mesi.

“Il nostro obiettivo – ha detto Alfonso De Giuli Segretario della Femca Cisl – è quello di tornare a lavorare, perché riteniamo che quest’azienda ne abbia le potenzialità. Abbiamo accolto con favore il fatto che la proprietà abbia presentato una traccia di Piano Industriale. Ora, però, attendiamo di capirne i particolari tecnici e, soprattutto, la sua sostenibilità economica”. All’orizzonte, comunque, rimane sempre l’ipotesi della Cooperativa, già prospettata dai Sindacati, in base alla quale sarebbero gli stessi lavoratori a rilevare macchinari e impianti per far ripartire l’azienda del filato.

Frattanto, il presidio permanente sul tetto dell’azienda continua. Venerdì scorso, avrebbe dovuto esserci un tavolo tecnico con la proprietà e il Comune per capirne di più, poi, rinviato causa neve, e recuperato lunedì sera. Martedì mattina, invece, il presidio di protesta dinanzi alla Regione e l’incontro con il Vice Presidente Rossoni. Insomma, come scrivono i lavoratori, il ‘filo della speranza’ (e del lavoro) è ancora vivo. Più che mai.



Fabrizio Valenti






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