11 Settembre 2009
11 settembre 2009: Commemorazione vittime attentato terroristico alle torri gemelle di NY
Il discorso del Vicesindaco di Turbigo
Turbigo
Sono già trascorsi 8 anni da quella data che ha lasciato una ferita profonda nell’umanità: l’ 11 Settembre 2001, l’attacco alle Torri Gemelle a New York ha segnato una nuova epoca negli equilibri politici mondiali, di cui anche tutti noi subiamo ancora oggi le conseguenze.
Simbolicamente nel 2002 abbiamo fortemente voluto questi due cipressi all’ingresso della nostra sede municipale per commemorare le vittime della ferocia di quel giorno.
Oggi, il nostro primo pensiero è nuovamente rivolto alle famiglie di tutti coloro che sono stati travolti dalla disgrazia e dalla crudeltà di pochi. Una crudeltà di pochi che però lascia un segno indelebile in molti.
Immaginate solo per un momento di essere presenti in uno degli uffici di quelle torri di fuoco, e di dover essere pronti in pochi minuti a dover morire, lasciando poi portare la croce a bimbi come questo che vediamo sul manifesto! E per quale motivo? Per quale ragione? Nessuna ragione può portare a tanto dolore!
Le vittime di quell’evento furono innumerevoli:
Twin Towers: 2.595 persone
Pentagono: 124 persone
Volo AA11: 92 persone
Volo UA175: 65 persone
Volo AA77: 64 persone
Volo UA93: 40 persone
Pompieri rimasti uccisi: 343
Poliziotti rimasti uccisi: 75
Mai, prima di allora, si è verificato un attacco alla popolazione civile in tempo di pace di questa portata e di queste dimensioni.
Era impensabile immaginare che si potesse sconfinare in così tanto orrore! Ed, ancora, era impensabile immaginare che tale orrore fosse perpetrato e fonte di morte per altre persone in altri diversi luoghi della terra negli anni successivi.
Ricordiamo, anche, che oggi è il V anniversario del massacro avvenuto fra l'1 e il 3 settembre 2004 nella scuola di Beslan, nell'Ossezia del Nord, un territorio della federazione russa. In quei giorni un gruppo di ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l'edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze di polizia russe fecero irruzione, fu la fine di un massacro che portò alla morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti.
E’ un’epoca, la nostra epoca contemporanea, che sta mostrando tutte le proprie difficoltà, a partire dagli equilibri internazionali di pace, messi in discussione dalle culture terroristiche come quelle che hanno sconvolto le Torri Gemelle, …all’equilibrio economico, sempre più altalenante e fratturato, …all’equilibrio culturale, in cui il rischio di totalitarismi e imposizioni è sempre presente, ancora oggi!
Siamo noi, portatori dei principi morali delle nostre tradizioni, cristiane ed europee, noi, che traghettiamo i valori dei nostri padri nei nostri figli, noi, messaggeri di civiltà, di vita, di pace e di libertà, siamo noi che dobbiamo ogni giorno, costantemente, lottare per far sì che la speranza incoraggi la ragione e le dia la forza di orientare la volontà, col fine di tramandare la nostra etica negli anni, nei secoli, nella storia.
Per continuare a citare la lettera enciclica “Caritas in Veritate” del sommo pontefice Benedetto XVI, ricordiamo come l’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione e come tale sviluppo comporti una libera e solidale assunzione di responsabilità da parte di tutti.
E ancora ritorna, quindi, il tema delle assunzioni di diritti sì, ma soprattutto di doveri, per poter fondare la nostra società su solide basi di pace, di rispetto e di reciprocità.
Troppo spesso si sentono, invece, invocare diritti ma troppo poco si sente richiamare l’assunzione di responsabilità e doveri. In questa epoca, figlia del permissivismo e del “tutto è concesso” degli ultimi decenni, l’etica della vita deve tornare ad essere il nostro vessillo per una società umana in una umanità sociale.
E non dobbiamo più permetterci di chiudere gli occhi di fronte ad abusi, violenza, attacchi, ingiustizie solo per il fatto che non ci riguardano direttamente in prima persona… solo la collaborazione sociale di tutti può perseguire il fine del perpetrarsi dei nostri valori, e solo con l’impegno costante e crescente di tutti un giorno potremo voltarci indietro e guardare con soddisfazione al lavoro svolto, di cui potranno beneficiare le generazioni future, ma di cui potremo anche beneficiare noi nel nostro cuore.
Lavoriamo per accrescere la nostra coesione, per scacciare le promesse di false illusioni, per rilanciare la forza e la volontà del rispetto delle regole, delle istituzioni, della società religiosa, delle nostre tradizioni. Questo è il nostro compito! Questo è il compito della vera umanità! Questo è il compito anche di Turbigo!
Con questo invito, di lavorare per la pace e la libertà, vi chiedo gentilmente di unirvi a noi osservando un minuto di silenzio. Grazie.
Ringrazio di cuore tutti i presenti e Don Giampiero
Christian Garavaglia
Fonte: Comune di Turbigo
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