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Arconate, Arconate, comune d'Europa, tra leggenda e tradizioni

14 Settembre 2008
Santa Maria delle Grazie riporta alle origini l'intera comunità

Arconate, comune d'Europa, tra leggenda e tradizioni

Forte suggestione alla processione che si svolge ogni 5 anni

Arconate Quello che Arconate ha vissuto nella serata di lunedì 8 settembre è stato un momento di grande significato. La serata ha visto la celebrazione della Santa Messa all’interno del piccolo Santuario situato all’ingresso di Arconate, a fianco dell’Oratorio, e la processione mariana, con la statua della Vergine attorniata di candidi fiori, preceduta da tre cavalli e condotta su un calesse.

Una processione particolarmente suggestiva, che si svolge ogni cinque anni e che ha visto una straordinaria partecipazione di Arconatesi, resa solenne dall’accompagnamento del Corpo bandistico Santa Cecilia.

Sotto il cielo d’Arconate, punteggiato dalle luci bianche e azzurre delle luminarie che hanno conferito una luce del tutto speciale alla “Contrada Santa Maria delle Grazie”, al termine dei momenti di carattere religioso, si è proceduto con l’intitolazione della rinnovata strada cittadina.

“Ci troviamo in questo momento in una delle vie più antiche del paese. Quella che, meglio di ogni altra, ha conservato la sua struttura originaria”. Così, il consigliere Elisa Parotti ha introdotto la cerimonia. “Costruito nel 1616, il nostro Santuario è un luogo di culto a cui gli Arconatesi sono sempre stati particolarmente devoti, attraverso una fede popolare profonda e sincera”.

Una devozione assoluta – come è stato ricordato nel corso della serata dall’assessore Piermario Naggi – il quale ha raccontato la storia di un soldato, Ettore che, morente per le ferite da congelamento in Russia invocò la Madonna delle Grazie.

Dopo l’assessore, è intervenuto il consigliere Gabriella Calloni, che ha ricordato la devozione da parte di molte madri verso la Madonna delle Grazie, che le assisteva durante la maternità.

“Crediamo che momenti come questo – ha aggiunto il consigliere Elisa Parotti - siano rilevanti per la nostra comunità: la riscoperta delle tradizioni e del passato sono importanti per la vita di ognuno di noi e ci consentono di conservare le nostre radici”.

Così, come già fatto per la Contrada S. Eusebio, anche in questa via l’Amministrazione comunale ha scelto di ritornare alle origini, con il rifacimento della pavimentazione in parte originaria (un investimento di quasi 200mila euro) e l’intitolazione di un tratto di via a Santa Maria delle Grazie, nome originario del Santuario.

Dopo gli interventi dei consiglieri, ha preso la parola il Sindaco Sen. Mantovani, il quale ha narrato alcuni passaggi storici legati al Santuario che, per tutti, ad Arconate, è la “gesa madona”: nel 1931 la via rischiò di cambiare nome. Era esattamente l’8 agosto del 1931 e il Podestà Guido Pozzi, aderendo all’invito espresso dal Capo del Governo, in periodo fascista, con atto deliberativo, fu costretto a denominare l’allora via della Madonna come via Roma. Così si voleva per tutti i Comuni, che, per volontà del Duce, dovevano avere la via principale dedicata a Roma”.

Successivamente, il 27 ottobre dello stesso anno, il Podestà revocò quella delibera in quanto il Ministero dell’Educazione Nazionale impose di conservare la tradizionale denominazione via della Madonna, provvedendo diversamente per l’intestazione di una via a Roma. Atto che fu immediatamente realizzato e, infatti, il nome di via Roma sostituì quello di Contrada di San Carlo.

Accanto ai passaggi storici, il Primo cittadino ha ricordato che quella di lunedì è “una tradizione della nostra storia”, che risale al 1938, rammentando l’attaccamento degli Arconatesi al Santuario.

Il Primo cittadino si è poi soffermato su alcuni aspetti: ha dapprima sottolineato come la maggior parte delle abitazioni davanti alle quali è passata la processione fossero ordinate ed avessero fiori e luci accese. Solo pochissime – una trentina – non presentavano attenzione.

“Io credo – ha detto – che almeno un piccolo gesto di saluto alla comunità dei credenti si debba fare”, evidenziando in questo modo “il senso dell’accoglienza” che la comunità di Arconate sa in ogni occasione riservare.

Secondariamente, il Sen. Mantovani, ha invitato a riflettere dopo aver notato che, nel momento in cui la processione è passata in piazza Libertà, una decina di ragazzi con boccale di birra in mano non è alzata in piedi. Una mancanza di rispetto e di educazione che richiede l’intervento delle loro famiglie.

Al termine delle parole del Sindaco, apprezzate dagli Arconatesi presenti, si è proceduto con l’intitolazione vera e propria.

Sulle note dell’inno di Mameli, hanno provveduto alla scopertura delle tre targhe riportanti la scritta “Contrada Santa Maria delle Grazie”, tre membri dell’Amministrazione comunali con i propri familiari: il vicesindaco Luca Monolo, i consiglieri Giuseppe Airoldi e Maurizio Rolfi.

Riportiamo qui di seguito la leggenda legata alla Statua della Madonna portata in processione:

Attorno alla statua che lunedì sera è stata portata in processione è sempre stata legata una suggestiva leggenda: pare che la statua fu trovata al confine fra territorio di Arconate e di Inveruno durante alcuni lavori di estrazione di sassi, sabbia e ghiaia in una cava da parte di uomini di Inveruno ed Arconate.
Dopo il ritrovamento nacque una controversia tra Arconate ed Inveruno: a chi doveva appartenere la statua? Il luogo di ritrovamento sembrava più sul territorio di Arconate e, così, fu deciso di trasferirla proprio ad Arconate, nel coro della chiesetta della Madonna.
La storia però non finì lì: la Madonna manifestò il desiderio di essere sistemata in modo da guardare verso Inveruno, per esprimere riconoscenza e protezione a quella gente che aveva collaborato al ritrovamento della statua. Infatti, secondo i racconti dei nostri vecchi, se collocata in modo contrario, si scatenava subito un furioso temporale accompagnato da grandine.
Ad Arconate la statua sì, ma con lo sguardo rivolto verso Inveruno. Nessun documento comprova questo fatto ma questa leggenda è così bella che è degna di essere ricordata.

Fonte: Comunicato Ufficio Stampa
Comune di Arconate



Barbara Baschera






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