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Regione Lombardia, Influenza A/H1N1, Formigoni: "Malattia lieve, non andare al pronto soccorso"

15 Settembre 2009
Scatta il piano della Regione

Influenza A/H1N1, Formigoni: "Malattia lieve, non andare al pronto soccorso"

1,4 Mnl di vaccinazioni per categorie a rischio

Regione Lombardia Sorveglianza attenta e continua, predisposizione di tutte le misure per contrastare la malattia ma niente allarmismi. E' questo il senso del Piano che Regione Lombardia ha predisposto per fronteggiare il virus influenzale A/H1N1, che oggi stesso verrà trasmesso ad ASL, ospedali e case di cura.

"Si tratta - ha detto il presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni, illustrando i contenuti della circolare
insieme all'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani - di una
influenza analoga, anzi meno grave, della normalissima influenza
stagionale e come tale va trattata. Quindi si utilizzerà il
vaccino quando sarà disponibile e, se ci si ammala, bisognerà
come di consueto avvisare e consultare il proprio medico di
famiglia o il proprio pediatra, che sono in grado di dare tutte
le indicazioni necessarie e curarsi a casa con i farmaci che di
solito si utilizzano".

"Il quadro clinico della malattia - ha proseguito il presidente
- è modesto e dall'esito rapido e benigno per cui non c'è alcuna
necessità di rivolgersi al pronto soccorso se non quando
dovessero insorgere delle complicazioni gravi".
"Questa malattia - ha chiarito Bresciani - ha un indice di
mortalità di 0,4 ogni mille casi, mentre l'influenza stagionale
di 1 ogni mille casi. La cosiddetta 'nuova influenza' quindi non
fa paura ma si diffonde con rapidità".

"Il documento - ha spiegato ancora Formigoni - è in linea con le
indicazioni ministeriali ed è frutto del lavoro di Regione
Lombardia e del Comitato pandemico regionale, organismo
istituito nel 2006 e riattivato fin dallo scorso mese di aprile,
in cui siedono, oltre alle strutture regionali (Sanità, Famiglie
e solidarietà sociale e Presidenza), i più importanti esperti
del mondo scientifico con specifiche competenze in campo
infettivologico".
Formigoni ha poi ricordato alcuni degli interventi: bollettini
settimanali di informazione, aumento del numero dei cosiddetti
"medici sentinella" (che hanno il compito di raccogliere e
trasmettere i dati) ma, allo stesso tempo, esami specifici
(tampone faringeo) per individuare il virus A/H1N1 solo in casi
di particolare gravità e la raccomandazione di indirizzare "ogni
sforzo affinché le cure siano garantite senza ricorrere al
ricovero ospedaliero". Questo perché la malattia presenta "un
quadro clinico complessivamente modesto" e "lo scenario ad oggi
ipotizzabile è quindi sovrapponibile a quello che si verifica in
corso di influenza stagionale pur con una verosimile maggiore
incidenza" (cioè è probabile che colpisca più persone rispetto
all'influenza stagionale).

"Tra le misure più importanti inoltre - ha aggiunto Bresiciani -
il potenziamento delle cure territoriali da parte delle ASL e
l'attivazione nelle principali strutture di pronto soccorso di
percorsi dedicati solo a chi accusa sintomi siminfluenzali e/o
di non particolare gravità clinica (tutti i giorni dalle 8 alle
20)".

SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA - E' già attiva e funziona
regolarmente una rete di "medici sentinella" (oltre 100) per
l'influenza, chiamati a raccogliere e trasmettere i dati
sull'incidenza della malattia. Il loro numero verrà aumentato
del 20% così da poter disporre di dati ancora più precisi sul
numero dei casi e quindi dare una fotografia più precisa
sull'intera popolazione assistita in Lombardia. Sulla base di
questi dati aggiornati settimanalmente - che saranno anche
diffusi attraverso un bollettino tecnico di aggiornamento per
gli operatori, ossia Influnews, secondo una modalità già
consolidata - ci saranno i presupposti per assumere eventuali
altre decisioni (come la sospensione dell'attività scolastica,
possibilità assai remota, o la frequenza in luoghi pubblici) o
adottare altre misure. Aumenterà anche il numero dei medici che
effettuano la sorveglianza virologica, eseguendo regolari esami
con il tampone sui casi osservati. Per la normale diagnosi della
malattia, non è tuttavia necessario eseguire il tampone; tale
esame va prescritto solo nei casi di un quadro clinico più
complicato del normale e quindi tale da richiedere un ricovero.

ORGANIZZAZIONE DELLE CURE - Il virus A/H1N1 provoca "quadri
clinici complessivamente benigni, con brevi tempi di risoluzione
e con moderato ricorso all'ospedalizzazione". Per questa
ragione, mentre bisogna garantire le cure senza ricorrere al
ricovero in ospedale, come indicato nel Piano pandemico
regionale, è necessario consultare un medico alla comparsa di
questi sintomi: dispnea, difficoltà respiratorie, cianosi,
emoftoe (cioè tosse con sangue), dolore toracico, alterazione
dello stato mentale, febbre elevata per più di tre giorni,
ipotensione.
Alle ASL è indicato inoltre il compito di potenziare
l'assistenza territoriale per evitare gli accessi impropri in
pronto soccorso. Le strutture di pronto soccorso con più di
30.000 accessi all'anno dovranno comunque attivare un'area di
triage riservata solo ai soggetti con sintomi siminfluenzali e/o
di non particolare gravità clinica in orario diurno (8-20),
sette giorni su sette. Questo allo scopo di non interferire con
la normale attività di emergenza-urgenza e di limitare la
permanenza di soggetti potenzialmente infetti nelle strutture
ospedaliere, il che rappresenterebbe un potenziale rischio per
gli altri pazienti.

MISURE DI CONTROLLO - Le raccomandazioni per evitare la malattia
sono quelle di sempre: coprire naso e bocca in caso di starnuti
o tosse, con fazzoletto o comunque mantenersi a distanza da
altre persone; lavare con attenzione le mani con acqua e sapone
o con soluzione idroalcolica e farlo con regolarità
(soprattutto se ci si è toccati il naso o la bocca o se si sono
toccate superfici sporche); evitare contatti ravvicinati
soprattutto con persone che potrebbero essere malate; arieggiare
bene l'ambiente in cui si vive aprendo le finestre o garantendo
il corretto funzionamento degli impianti di condizionamento,
curare la pulizia e sanificazione degli ambienti; praticare
comportamenti igienici quali dormire un tempo adeguato,
alimentarsi in modo corretto e svolgere attività fisica.
Se ci sono sintomi che ricordano l'influenza (disturbi delle
prime vie aeree, tosse o dolori muscolari con o senza febbre)
rimanere a casa e informare il proprio medico di medicina
generale o pediatra di famiglia; non uscire o frequentare
collettività se c'è febbre, ma per prudenza anche dopo che i
sintomi sono passati, per almeno 24 ore. Quando è presente un
malato in famiglia occorre evitare i contatti ravvicinati,
utilizzare fazzoletti di carta ed eliminarli rapidamente,
arieggiare i locali di frequente; non è necessario l'utilizzo di
mascherine o di stanze/bagni singoli.

VACCINAZIONI - Non appena il Ministero della Salute renderà
disponibile il vaccino (tra il 15 ottobre e il 15 novembre) , si
provvederà alla somministrazione di due dosi a distanza di un
mese una dall'altra. Inoltre sulla base delle indicazioni
ministeriali emanate lo scorso 11 settembre, sono state definite
le persone cui sarà offerto il vaccino in via prioritaria. Si
tratta di circa 1,4 milioni di persone che comprendono:
- personale operante in strutture sanitarie e di assistenza:
245.000
- forze dell'ordine: 33.000
- addetti ai servizi di pubblica utilità: 128.000
- soggetti a rischio (persone affette da patologie come malattie
respiratorie compresa l'asma, fibrosi cistica, malattie
cardiocircolatorie, diabete, malattie renali, malattie
congenite, anemie, ecc): 700.000
- donatori di sangue: 300.000.

La somministrazione della vaccinazione, coordinata dalle ASL,
vedrà all'opera strutture organizzative delle stesse ASL
(dipartimenti di prevenzione, distretti, ecc), medici
competenti, medici di medicina generale e pediatri di libera
scelta e specialisti che operano in strutture ambulatoriali. Le
ASL in particolare contatteranno le persone "a rischio" per
proporre loro la vaccinazione.

COMUNICAZIONE - Oltre al bollettino tecnico di aggiornamento
Influnews, materiale informativo a disposizione di tutti i
cittadini sarà diffuso capillarmente attraverso la rete
sanitaria (ospedali, ASL, ambulatori, farmacie) e le scuole. Sul
sito internet della Direzione generale Sanità
(www.sanita.regione.lombardia.it) è stata aperta una sezione
dedicata all'influenza A/H1N1.


Questi in dettaglio i numeri delle persone cui verrà offerto il vaccino in via prioritaria. Tutti questi soggetti saranno contattati dalle ASL. Il totale è 1,4 milioni.

PERSONALE SANITARIO E DI ASSISTENZA (245.000):
1) Strutture di ricovero, cura e riabilitazione e strutture
ambulatoriali:
- Personale a contatto coi pazienti (anche in ambulatori o
laboratori) 115.000
- Personale operante per pulizie, laboratori esterni 10.676
2) Assistenza Sanitaria Primaria:
- Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta (e
infermieri), Medici continuità assistenziale (ex-guardia medica)
15.000
3) Strutture socio-sanitarie residenziali:
- Personale a contatto coi pazienti (RSA, residenze per
disabili) 45.290
3) Azienda Sanitaria Locale:
- Personale operante in servizi ambulatoriali o assistenziali
(ADI, Servizi Vaccinali) 4.000
- Dirigenti ASL e AO: dirigenti, coordinatori, decisori chiave
2.160
- Personale di tipo sanitario o adibito a rapporti con il
pubblico 3.700
4) Servizi sanitari di emergenza:
- personale del SUEM e volontari 37.000
5) Farmacie:
- personale a contatto col pubblico 6.000
6) Altro:
- Addetti a servizi sanitari e sociali di tipo domiciliare 5.960

PERSONALE ADDETTO A SERVIZI ESSENZIALI PER LA SICUREZZA E
L'EMERGENZA (33.000):
1) Carabinieri (stima) 10.000
2) Polizia di Stato, Questure, Prefetture (stima) 15.000
3) Personale penitenziario e detenuti con patologie a rischio
8.000

PERSONALE ADDETTO A SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ (128.000)
1) Vigili del Fuoco (compresi volontari) 5.000
2) Addetti a trasporti pubblici (personale ferrovie,
metropolitane, autobus/tranvie, personale navigante laghi, ecc)
35.000
3) Addetti al trasporto di prodotti di I° necessità (ad esempio
farmaci) 1.000
4) Addetti a servizi di energia, igiene urbana (settore
distribuzione energia elettrica + Municipalizzate principali
acqua-gas-rifiuti-reti informatiche, telefonia) 76.000
5) Personale e volontari della Protezione Civile 11.000

SOGGETTI "A RISCHIO" (700.000)
1) Persone tra i 6 mesi e i 65 anni affette da patologie
croniche (malattie respiratorie compresa l'asma, fibrosi
cistica, malattie cardiocircolatorie, diabete, malattie renali,
malattie congenite, anemie, ecc) 700.000 mila.

DONATORI DI SANGUE (300.000). (Ln)



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