CittàOggiWeb RSS News
CittàOggi aderisce all'
Notizie in rete
Milano, Amanti su Facebook: lui (sposato, ma le dice di essere separato) la lascia e lei lo perseguita

19 Ottobre 2009
Chiesto per la donna il rinvio a giudizio

Amanti su Facebook: lui (sposato, ma le dice di essere separato) la lascia e lei lo perseguita

Milano Conosce una donna su Facebook e intraprende con lei una relazione, nascondendole di essere sposato. Quando lei rimane incinta, la convince ad abortire e poi la lascia. Risultato: la donna perde la testa e comincia a perseguitare l'uomo e la sua famiglia.

La vicenda ha origine dalla relazione galeotta partita lo scorso novembre da un incontro sul social network tra la donna di 36 anni e il dirigente di 49, concretizzatasi nella realtà quando lui la scopre stagista nello studio professionale di cui è un cliente.

L'uomo è sposato da 15 anni e padre di due figli, ma le dice di
essere separato. La situazione esplode quando la 36enne decide
di regalargli a sorpresa una vacanza e gli spedisce la
prenotazione a casa. Il dirigente a quel punto confessa di avere
già una famiglia e quando l'amante, già madre di tre figli, gli
dice di essere incinta, la convince ad abortire. Poi, però, una
volta fuori dalla clinica, si rimangia tutte le promesse sul
futuro e la lascia. Siamo a maggio, dunque, quando la 36enne
perde la testa e comincia a perseguitarlo. Lo tempesta di sms
minatori e lo chiama a casa, alternando lunghi silenzi a
messaggi anonimi in stile mafioso. "Se la troia se ne va,
spariscono anche i tuoi figli - gli scrive in un'occasione -.
Stai perdendo tempo. Concretizza". Oppure, "Piangerai",
"Stronzetto non stai facendo quel che ti abbiamo detto", "Mi
faccio un giro con tua figlia", "Sappiamo dov'è tuo figlio".

Poi lui viene lasciato dalla moglie e lei abbandona lo studio professionale in cui lavorava, cominciando a inviare in forma anonima al titolare e ai clienti messaggi dal contenuto diffamatorio, con riferimenti al feto abortito e al fatto che lui "ha ucciso suo figlio". A un certo punto oltre alle telefonate, la 36enne comincia anche ad appostarsi sotto la casa dell'ex amante e non trovandolo perché nel frattempo si è trasferito, lo cerca persino nel suo paese di origine. Lo stalking prosegue, insomma, finché lui decide di denunciarla. I carabinieri le perquisiscono la casa e trovano alcuni telefoni da cui sono partite alcune delle minacce, ma non quello con il numero utilizzato più spesso da cui la stessa 36enne sostiene di aver ricevuto delle brutte telefonate. Gli elementi però sono sufficienti perché ad agosto il gip disponga nei confronti dell'indagata, incensurata, il divieto di avvicinare il professionista. Misura cautelare che però decade perché non viene disposto l'interrogatorio nel termine previsto dalla legge.

Nel frattempo l'inchiesta del pubblico ministero Giovanni Polizzi giunge al termine. Per la 36enne è pronta la richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione e atti persecutori con l'aggravante della relazione tra stalker e vittima.






CittàOggiWeb



Commenti

Vuoi inserire un commento? registrati a CittaOggiWeb ed effettua la login

Segnala su:
Notizie in Rete
Cerca nell'archivio degli articoli

Scrivi qui sotto cosa vuoi cercare

Ricerca per paese

Pagine Arcobaleno, Centro Commerciale
Annunci personali
La tua area riservata

Registrati gratis - Recupera i tuoi dati persi

Inserisci la tua Username >
Inserisci la tua Password ›

Focus


Ricevi CittàOggi - Pubblicità - Scrivi alla redazione - Lavora con noi

Guarda le VideoNotizie

Tutti i video