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Milano, Sgarbi saluta Milano da vincitore: “Scelgo di restare Sindaco”

30 Luglio 2008

Sgarbi saluta Milano da vincitore: “Scelgo di restare Sindaco”

Vista l’incompatibilità delle cariche, il critico preferisce Salemi al ritorno nell’ostile giunta milanese

Milano Succede anche ai politici, di dover fare ricorso al Tar per un ingiusto trattamento nell’ambiente lavorativo. L’appello presentato il 3 luglio da Vittorio Sgarbi al Tar della Lombardia era già di per sé una misura clamorosa, ma ora fa scalpore scoprire che il Tribunale gli ha dato ragione: l’allora Assessore alla Cultura non poteva essere licenziato dal Sindaco di Milano Letizia Moratti.

Quantomeno, si suppone che l’allontanamento dello scomodo critico d’arte non sia stato legittimo nelle modalità con cui è avvenuto. Stando ai legali di Sgarbi, gli avvocati Gaimpaolo Cicconi e Fiorenza Betti, si pensa che il ricorso sia stato accolto a causa della carenza delle ragioni addotte, troppo carenti.

Almeno ufficialmente, di fatto quanto accaduto lo scorso 8 maggio ha mancato più di uno dei canoni della diplomazia: l’Assessore è stato convocato da Letizia Moratti il giorno del suo compleanno, per essere “licenziato” in tronco, senza tanti preamboli. Il Sindaco ha motivato la scelta con la mancanza di rispetto del critico nei confronti di giunta comunale, cittadinanza milanese e lo stesso Primo Cittadino. A rendere insostenibile il rapporto già logoro tra le due cariche istituzionali, un doppio caso: il patrocinio di Sgarbi ad una rassegna teatrale a tematica omosessuale, all’insaputa dei colleghi, nonché l’attacco dello stesso a Marco Travaglio durante una puntata di “Annozero”.

E’ una storia di conflitti perpetui, quella che ha visto protagonisti il sindaco Moratti e l’assessore Sgarbi negli ultimi due anni di vita culturale milanese. Il critico propone un catalogo dei graffiti realizzati al Leoncavallo e viene bocciato. La Moratti autorizza i box in Sant’Ambrogio ma non incontra l’approvazione del suo assessore. E così via, fino al pubblico dibattito a proposito della mostra “Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles” che, fortemente voluta da Sgarbi, a furia di polemiche ed epurazioni censorie viene spostata lontana dalla città.

Il polemico critico non ha mai tollerato di buon grado intromissioni politiche a proposito delle proprie convinzioni estetiche. Tanto più che, tutt’ora, ritiene che la Moratti abbia confermato il suo lavoro nonostante il licenziamento. Peccato però che abbia “avuto una concezione padronale”, dichiara Sgarbi all’ANSA. “Sono stato licenziato su due piedi, come un cameriere, quando invece il mio lavoro è stato ritenuto da tutti eccellente”. Nonostante la carica di Sindaco che riveste nel comune siciliano di Salemi, lunedì il critico ha annunciato soddisfatto di voler tornare subito a svolgere il suo lavoro in seno alla giunta di Milano.

E’ appena stata diffusa però l’ultima clamorosa puntata di questa saga: Vittorio Sgarbi si dimette come assessore, preferendo restare in carica a Salemi. Le motivazioni di questo ennesimo colpo di scena sono scritte nella lettera destinata al Sindaco Letizia Moratti, pubblicata dal legale Giampaolo Cicconi. Adnkronos riporta: "La soddisfazione di essere riabilitato nella funzione di Assessore alla Cultura del Comune di Milano, con l'annullamento del provvedimento del sindaco da parte del Tar, e la prospettiva delle importanti iniziative che quel ruolo consente di realizzare, in una citta' ricca di potenzialita' e di entusiasmo - spiega Sgarbi - non puo' prevalere sulla responsabilita' di aver assunto il nuovo impegno di sindaco di Salemi, eletto direttamente dai cittadini che non e' in alcun modo consentito deludere […].”
La lettera non manca di sottolineare la querelle precedente: “Posto davanti all'obbligo di scegliere - aggiunge - scelgo di restare Sindaco e rinuncio ad essere Assessore con la consapevolezza di non potere corrispondere alle richieste e ai desideri di tanti cittadini milanesi, che mi hanno seguito e confortato con il loro sostegno, ma nella certezza di non potere ritrovare il rapporto di fiducia con il Sindaco e con alcuni membri della Giunta che hanno manifestato posizioni inadeguate alle necessita' della citta'.”

Il vero atto finale sarà forse in ottobre, quando vedrà la luce il libro edito da Bompiani, provvisoriamente chiamato “Clausura a Milano. Da Suor Letizia a Salemi (e ritorno)” che Sgarbi ha annunciato essere in preparazione. Mai titolo fu più eloquente.



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