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Rho, Sindaci contro la Finanziaria: vogliamo il 20% dell’Irpef per le nostre comunità

17 Febbraio 2009
La protesta ha coinvolto i Comuni di Cornaredo, Lainate, Pero, Pogliano, Pregnana, Settimo, Solaro e Vanzago

Sindaci contro la Finanziaria: vogliamo il 20% dell’Irpef per le nostre comunità

Otto sindaci di centrosinistra dell’ovest milanese chiedono al governo di attuare un vero federalismo

Rho Sono otto i sindaci dell’ovest milanese che hanno lanciato una protesta congiunta contro le politiche economiche del governo e in particolare i provvedimenti della Finanziaria 2009 in materia di amministrazioni locali: Cornaredo, Lainate, Pero, Pogliano, Pregnana, Settimo, Solaro e Vanzago.
A preoccupare maggiormente i sindaci è innanzitutto la mancata conferma della totale copertura da parte dello Stato degli importi Ici sulla prima casa, ma anche la diminuzione dei trasferimenti statali e il divieto di aumentare l’addizionale Irpef e dei tributi fino al 2011. Tutti fattori che impediscono ai Comuni di chiudere serenamente i propri bilanci. “Nei nostri Comuni non vi sono sprechi –afferma Stefano Lucchini, sindaco di Pogliano Milanese –, non abbiamo auto blu o simili: la mancanza di risorse ci impedisce di rispondere alla richiesta di servizi sociali finora sempre garantiti”. “A Pregnana siamo stati costretti, per esempio, a rivedere le tariffe delle mense e la tassa sui rifiuti per fare quadrare il bilancio” aggiunge Sergio Maestroni, preoccupato dal fatto che in un momento di crisi economica come quello attuale ad essere in pericolo siano proprio i servizi sociali.
Non convince neanche la possibilità, prevista dalla Finanziaria, di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti nella misura del 50% e per gli interventi di manutenzione ordinaria nella misura del 25%. “Il nostro territorio, per sopravvivere, non può essere costretto a costruire e cementificare senza sosta” sottolinea Roberto Nava, sindaco di Vanzago, considerando che, ormai, l’hinterland di Milano è già una città espansa, in cui lo spazio per ulteriore urbanizzazione è limitato.
A livello politico, nel mirino degli otto sindaci c’è prima di tutto l’atteggiamento della Lega Nord che da una parte, sul territorio, difende i diritti della cosiddetta “Lombardia che lavora” e che invece, in sede di Parlamento, approva misure che vanno totalmente contro l’idea di federalismo, alla cui base c’è l’idea di autonomia decisionale da parte delle realtà locali.
E in questa direzione vanno le richieste degli otto sindaci: accelerare una vera riforma federalista e solidale, rispettare l’autonomia di scelta delle comunità locali, e soprattutto istituire da subito a favore dei Comuni una compartecipazione del 20% al gettito dell’Irpef.
Tutto questo in attesa di una manifestazione più ampia, partita direttamente dall’Anci e che il 23 febbraio vedrà coinvolti tutti i sindaci della Lombardia, similmente a quanto già accaduto in Veneto.



Paolo Valentino



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